Free Passeggiando

a cura di fulvia irace

ALLA LUCE DEL SOLE

* VENTISEIGIUGNODUEMILADIECI
“OGNI BACIO UNA RIVOLUZIONE”

Napoli ore 14.00 Piazza Cavour l’uscita dalla penombra delle metropolitana è abbagliante, un’esplosione di colori avvolge la piazza, in migliaia sono accorsi da tutta Italia per partecipare al Gay Pride Nazionale, al suo battesimo nella città partenopea; fonti dell’arcigay parlano di una presenza di 300 mila persone,altri dicono che sono in 150 mila,ma i numeri in certi casi sono superflui.
L’atmosfera è scintillante, le bandiere arcobaleno sono ovunque, palloncini, coriandoli, musica, i carri, provenienti da tutte le città italiane, si distinguono l’uno dall’altro per la propria originalità. Tutto è ancora fermo, l’allegria la fa da padrone, tutti sono pronti a sfilare per le vie di Napoli per dire io sono così, io esisto, io non sono “diverso”, io non mi vergogno, io non mi nascondo, io sono orgoglioso di essere gay, io voglio i miei diritti tutelati.
Cartelli e scritte inneggiano all’amore, un amore senza pregiudizi, un amore libero, scritte ironiche urlano contro chi questi diritti è pronto a calpestarli quotidianamente, contro chi usa la violenza per reprimere ciò che vede come diverso; ma la comunità gay è pronta a rivendicare pacificamente il proprio essere, come da sempre è abituata a farlo, sfilando a ritmo di musica per le vie di una città che l’ha accolta con il calore che da sempre la contraddistingue.
Ore 14.30 i carri iniziano la loro marcia, la musica è travolgente, si balla, si canta, si ride, si osservano decine di minuti di silenzio per le vittime delle violenze omofobe, poi si riparte, poi ci si riferma. Tutto è scandito da un ritmo allegro,dal sole, dagli applausi di un pubblico curioso. Dalle finestre e dai balconi dei palazzi giungono saluti, baci, abbracci calorosi. Ma a sfilare non ci sono solo gay , lesbiche bisex e trans, al corteo partecipano centinaia di famiglie con i propri figli, genitori, parenti, amici, bambini, e tutti si uniscono al corteo e solidali manifestano contro l’omofobia, marciano affinché i diritti più elementari vengano rispettati; “le ‘gnore” tipiche donne napoletane vestite di nero, bloccano, con la solita genuina invadenza, i manifestanti per rubare uno scatto fotografico, per immortalare l’evento che per la prima volta giunge in città.
Nel corteo c’è anche Vladimir Luxuria accerchiata e fotografata da quanti si sentono da lei rappresentati e tutelati; rilascia dichiarazioni e ringraziamenti : “Napoli ci ha accolti alla grande” ,l’ex parlamentare ha anche ringraziato esplicitamente il sindaco di Napoli ed il cardinale Sepe dicendo di quest’ultimo :” "Credo che sia un grande cardinale per l'apertura mentale che ha dimostrato, incontrando associazioni omosessuali della città, e per non aver scritto nessun comunicato contro questa sfilata". La Luxuria sogna un Sud diverso dove la gente non deve più abbandonare le proprie città in cerca di lavoro, né perché ama una persona del suo stesso sesso.
Ore 18.30 l’arrivo a Piazza Plebiscito è un trionfo, felice e stremata dai chilometri percorsi, la comunità omosessuale si sparpaglia nella piazza per ascoltare i discorsi dei suoi rappresentanti ,si attendono le parole del sindaco Rosa Russo Jervolino che ha dichiarato: "La Napoli che oggi sta sfilando è quella della Resistenza, delle Quattro Giornate, della solidarietà e dell'allegria. Napoli deve essere così, altrimenti non sarebbe la nostra città". Per la Iervolino il Pride "è una gioia per tutti e soprattutto per i manifestanti, che portano nel corteo valori semplici ma essenziali: rispetto dei diritti". Il sindaco di Napoli ha quindi rilevato il valore della sfilata paragonandola alle manifestazioni femministe d'alcuni decenni fa: "Io sono tanto anziana da ricordare le discriminazioni a cui eravamo sottoposte. Bisogna riconoscere attraverso le leggi dello Stato i diritti delle coppie omosessuali". Anche la Carfagna, ministro per le pari opportunità ha dichiarato :"Sono contenta per come si è svolta la manifestazione di Napoli all'insegna del rispetto e della pacificazione. Mi dispiace per qualche fischio all'onorevole Paola Concia, alla quale va tutta la mia solidarietà, ma credo si sia trattato di un piccolissimo episodio isolato che certamente non fermerà il suo lavoro". Il ministro ha quindi aggiunto: "Io, per convincimento personale e per il ruolo che svolgo, non posso che stare dalla parte di chi chiede di cancellare le discriminazioni, annullarle, e si batte contro tutti i pregiudizi, compresi quelli legati all'orientamento sessuale o alla differenza di genere. Davanti a manifestazioni come queste il compito delle istituzioni è quello di aprire le orecchie e ascoltare".

Testo e Foto a cura di

Federica Ascione

 

 

 

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